Candy Crush Saga: ecco come nasce una applicazione di successo

A pochi giorni dalla notizia che King, maggior produttrice di giochi per Facebook, è riuscita ad ottenere il copyright sulla parola “Candy” (“Caramella”), per la quale aveva presentato la richiesta di copyright già nel febbraio 2013, proviamo ad analizzare la sua applicazione di maggior successo: Candy Crush Saga.

Candy Crush Saga è l’applicazione più scaricata del 2013 su App Store. Lo rivela proprio Apple pubblicando la lista delle 10 applicazioni più diffuse su iPhone e iPad per il 2013.
Questa applicazione conta più di mezzo miliardo di download su App Store e Play Store. King afferma che sono state avviate oltre 150 miliardi di partite. Si stima che i profitti giornalieri si aggirino attorno ad 1 milione di dollari, grazie ai giocatori che acquistano “bonus” che li aiutano a continuare il gioco e a raggiungere i livelli più alti senza attendere le nuove “vite” gratuite.

Il gioco è un puzzle “tricombinazione” lanciato per Facebook nell’Aprile 2012, e nel Novembre 2012 come applicazione per smartphone. Nel marzo 2013, Candy Crush Saga ha sorpassato FarmVille 2 come gioco più popolare su Facebook, con una media di 46 milioni di utenti mensili. Sebastian Knutsson, co-fondatore di King, dichiara che la società intende replicare questo successo: “Aggiungiamo nuovi contenuti ogni 15/20 giorni”, ha dichiarato. “Consentendo di giocare ogni volta in un modo del tutto nuovo”. Spotaneo il confronto con Bejeweled: anche in Candy Crush Saga infatti bisogna creare file di tre o più caramelle dello stesso colore.

Come è nata l’idea di Candy Crush Saga?

Il gioco originale di Candy Crush era presente dal 2011 sul sito King.com. Si trattava di una versione semplificata del gioco attuale: c’era solo un livello e mancava la componente social. Ma, dando un’occhiata alle statistiche di utilizzo, King si è subito resa conto del potenziale di questo gioco, e così è stato deciso di creare una applicazione per smartphone, visto che la meccanica si adattava perfettamente ai touchscreen.

Ma qual è il segreto del successo di una applicazione come Candy Crush Saga?

Innanzitutto, il gameplay estremamente semplice, e la brevità: una partita a Candy Crush Saga richiede solo qualche minuto rendendolo un gioco adatto ai viaggi in metro o in bus. Un altro aspetto importante è rivestito dalla grafica curata, dolce e carina, e dalla capacità di catturare l’attenzione di un pubblico molto ampio. Ma quello che ne ha veramente decretato il successo è la fortissima componente social. La soddisfazione di sorpassare i propri amici sulla mappa dei livelli o di ottenere un punteggio più alto, o il piacere di ricevere (e dare) vite e mosse extra, costituiscono una forte spinta a continuare a giocare, e a “racimolare” nuovi sfidanti tra i conoscenti e i familiari.

Le statistiche dimostrano che il gioco è utilizzato maggiormente dalle donne tra i 25 e i 55 anni. Perchè?

Il panorama videoludico è carente di giochi per questo target di utenti. Candy Crush Saga è contagioso, neutrale e ha la capacità di adattarsi in modo flessibile alla vita di una donna. La giocatrice, in un qualsiasi momento di pausa, può dimenticare tutto il resto per qualche minuto: un aspetto irresistibile per la maggior parte delle donne. Al contrario di molti altri giochi online, non si tratta di uccidere o combattere, non ci sono forti personaggi maschili o eroine sexy. Inoltre, è estremamente semplice e divertente.

Nessun rovescio della medaglia dunque?

L’unico lato negativo – ma solo per gli utenti! – è l’estrema dipendenza che il gioco può causare, soprattutto tra le donne. E’ stato infatti recentemente rinominato “Crack Candy“, per l’assuefazione che può indurre, equiparabile alla droga o al gioco d’azzardo. Questa dipendenza è tanto più forte quanto più presente è l’uso di smartphone e social network all’interno della società.
Il principio dei giochi online gratuiti, o per meglio dire “freemium” (cioè gratuiti ma con componenti premium a pagamento), come Candy Crush Saga, è simile a quello del gioco d’azzardo e altre dipendenze. Condiziona la vita sociale delle persone e anche la capacità lavorativa. A livelli estremi, i giocatori non dormono, non escono. Non vogliono uscire, il gioco occupa completamente le loro menti. Ma soprattutto spendono. In alcuni casi infatti l’acquisto è talmente facile da passare quasi “inosservato” all’utente. Proprio in questi giorni Apple è stata condannata a risarcire 32 milioni di dollari ad utenti che non erano stati debitamente informati del “pericolo freemium”, avendo questi ultimi inavvertitamente acquistato elementi a pagamento su app di vario genere.

 

E voi? Fate parte dei giocatori che hanno contribuito al successo Candy Crush Saga?