Angry Birds: la spia che venne dallo smartphone

Nuove rivelazioni dai documenti di Snowden (il cosiddetto Datagate): la NSA americana e la GCHQ inglese raccolgono i dati provenienti dalle applicazioni installate sui nostri smartphone.

Di quali dati stiamo parlando?

Le app comunicano tramite la rete internet tutte le informazioni che raccolgono sugli utenti. A seconda della applicazione utilizzata e dalle intenzioni degli sviluppatori, i dati possono essere: modello del telefonino, età, genere, geolocalizzazione, preferenze sessuali, religiose, politiche, amici…

Ad esempio, che informazioni si possono ottenere da un target che scatta una foto con lo smartphone e la pubblica su un social media? Una possibile immagine, email, tipo di telefonino, lista dei contatti, la localizzazione e un insieme di altre info. Molti social network, come Facebook e Twitter, fortunatamente eliminano i metadati identificativi delle immagini (dati EXIF) prima della pubblicazione. Ma queste info possono comunque essere “catturate” mentre viaggiano attraverso la rete.

Il tallone di Achille dei nostri telefonini, comunque, risiede nelle piattaforme pubblicitarie mobili, che raccolgono informazioni molto personalizzate, come Millenial Media, partner di Angry Brids, Farmville, Call of Duty.

Hacking e spionaggio
Oltre a pescare i dati dai nostri smartphone,  NSA e GCHQ lavorano anche su operazioni di hacking mirato sugli smartphone. Alcuni degli strumenti vengono chiamati in codice con il nome nientemeno dei Puffi! Ad esempio: Nosey Smurf (Puffo in inglese), che attiva il microfono di uno smartphone infettato e ascolta la conversazione;  Tracker Smurf, localizza geograficamente un dispositivo; Dreamy Smurf, accende un dispositivo a distanza.

Sappiamo cosa guardi
Secondo la NBC News, la GCHQ ha implementato anche un sistemato di controllo in tempo reale delle nostre attività su YouTube, Facebook e Blogspot. Tutti i dati vengono salvati e conservati per future operazioni.

Cosa se ne fanno di queste informazioni?
Ad esempio, attraverso i social media, è possibile estrarre informazioni su proteste o altre attività antigovernative. E’ già successo per la proteste in Bahrein del 2012. Inoltre dalla massa di dati, se necessario, è possibile risalire a dettagli ad personam.

 

Attenzione quindi a quello che scrivete o guardate in rete: forse qualcuno vi sta controllando!